Ora, il mondo alchemico è molto stravagante. Alcuni di voi avranno sicuramente in mente molti anime che parlano di questa pratica, il più famoso fra tutti Fullmetal Alchemist: qui gli alchimisti sono visti come dei soldati specializzati nell’investigare su pratiche oscure e stranissime e, in alcuni casi, nell’eliminare il problema. Usano delle tecniche particolari chiamate trasmutazioni, sono capaci cioè di modificare la materia modellandola, ma sempre pagando un principio di “scambio equivalente”.
Tutto ciò trae origine dalle pratiche tipiche degli antichi alchimisti, incentrate sulla ricerca del Magistero (la Grande Opera), che si fondava su tre pilastri: la trasmutazione dei metalli, la creazione dell’elisir di lunga vita e la sintesi della Pietra Filosofale. Ebbene, in questi termini è facile trovare una connessione al concetto di “massa che muta in altro”: il concetto cardine è proprio la massa – che oggi andremmo a identificare più ampiamente con il termine materia – la quale viene manipolata e si trasforma per cercare di apportare benefici. Tra questi, l’allungamento della vita o la possibilità di raggiungere la vita eterna.
E la chimica dov’è? Beh, a un certo punto chi si dilettava in questa pratica aveva ormai codificato dei procedimenti fisici veri e propri come la distillazione, la sublimazione e la filtrazione; aveva costruito strumenti come gli alambicchi e i crogioli, e aveva persino scoperto nuove sostanze! Queste ultime erano spesso raccolte in elenchi abbastanza confusi, che utilizzavano dei simboli particolari per renderli comprensibili (e allo stesso tempo segreti) a tutti gli alchimisti del mondo.
Proprio dall’osservazione sempre più attenta di queste trasformazioni della materia prendono piede gli studi che porteranno alla formulazione delle leggi ponderali. Queste leggi (tra cui la celebre legge della conservazione della massa di Lavoisier) rappresentano le fondamenta della chimica moderna: stabiliscono regole matematiche e precise su come la massa si conserva e si combina durante le reazioni, segnando il passaggio definitivo dalla magia dell’alchimia al rigore del metodo scientifico.