Dall’Alchimia alla Chimica

Quando pensiamo alla chimica… non ci viene in mente assolutamente nulla. O, nel migliore dei casi, se qualche immagine fa capolino nella nostra testa non è altro che un fungo atomico, un banco corroso o un pesce morto! Eppure, se scaviamo nelle origini della parola chimica, troveremo qualcosa di estremamente affascinante.

La parola chimica deriva da alchimia: una pratica, oggi considerata esoterica, fiorita intorno al VII secolo d.C. e studiata dai filosofi arabi, i quali ne ereditarono le basi dagli egiziani e dai greci. Furono proprio gli arabi ad aggiungere il prefisso “al-” al termine “khemeia”, un sostantivo che si riscontra avere origini greco-alessandrine.

Ma “khemeia”, a sua volta, da dove deriva? Per scoprirlo si deve tornare indietro all’antico Egitto, dove il termine “Khem” (o nella variante “khmi”) portava il significato di “terra nera” o “terra d’Egitto”. Il termine fa riferimento al limo nero e fertile lasciato dalle piene del Nilo. La parola Khemia si legherebbe quindi strettamente alle capacità metallurgiche e di trasformazione della materia tipiche di questa grande civiltà.

Spostandoci nell’antica Grecia, invece, il termine affine “Chymeia” si riferiva all’arte dell’estrazione dei succhi dalle piante per scopi medici o alla fusione dei metalli nei crogioli.

Questi due aspetti – l’estrazione e la metallurgia – sono ben presenti nelle arti alchemiche, dove erano fondamentali la fusione, la creazione… e l’instancabile ricerca della celebre Pietra Filosofale.

Il termine chimica, perciò, non perde questa sua connessione basilare con il passato, ma la concretizza nel pensiero scientifico moderno e la cristallizza nel suo metodo; un metodo che connette ogni scienza attraverso la conoscenza e la creazione

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